robertasia

Il terremoto sta dentro le persone oppure “Siamo cosi soli”

In Hong Kong, India, Italia, moda, mondo, musica on Giugno 9, 2009 at 8:03 am

Un articolo che trasporto qui dall’altro blog:

L’altra mattina ho visto le foto di un tremendo terremoto accaduto in Italia e ho realizzato quanto semplici e umili sono queste persone: e’ scritto sulle facce, e’ incredibile. Come un’altra vita adesso. Una nuova vita che comincia. A volte viviamo piu di una vita nello stesso intervallo di tempo e ci troviamo a destreggiarsi tra varie cose e trasformazioni. Gli altri non ci riconoscono piu perche i cambiamenti devono essere veramente forti in certi casi. La zona Italiana in cui la Terra ha tremato non si trova lontana dalla Maiella, una meravigliosa zona ricca di vibrazioni di Boomhi Devi tattwa, di profonda importanza spirituale e storica. Trema anche l’essenza delle persone. Ora diciamo “dai andiamo a livello globale” e l’economia va a ricostruirsi e il mondo intero va a ricostruirsi, questi sono i commenti di tutti i giorni. Qui in Hong Kong ora tutti fanno gli eventi a scopo di beneficenza ora piu che mai. Risorse Umane in ufficio mi hanno chiesto di insegnargli a ballare Bollywood di Slumdog Millionaire per partecipare in un evento di raccolta fondi. arte, denaro, globalita’….tutto si mescola cosi bene solo in confusione. Ora la globalita’ va ad influire proprio come un terremoto che scuote l’essenza e  la vulnerabilita’ delle persone. Vedi le loro facce vere e capisci a che cosa servono.

La tendenza dell’India. Cosi smascherante. Qui in Cina troverai persone che sono nate e vissute e lavorato per anni e anni qui e all’improvviso conoscono l’India e iniziano a comportarsi come Indiani: fanno il corso di yoga o si concentrano sulle caratteristiche e gli stili trendy e restano a lungo tempo ignoranti sulle proprie caratteristiche e essenza originali. E’ davvero una cosa affascinante. Il futuro si prospetta brillante e scioccante. Domani.

Danzando alle radici della danza

In ESPERIENZE, Hong Kong, arte, danza on Giugno 4, 2009 at 9:26 am

radhe-radheDa quando rabindranath tagore smosse le teste della gente sul fatto che era necessario un vero e proprio revival culturale e spirituale, nel mondo della danza e del teatro qualcosa anche si smosse. L’arte del Sadir o Sadiatam (oggi conosciuta come danza classica indiana bharatnatyam) e l’arte del Kathakali (teatro e musica) fecero un salto di qualita’ sviluppando molti aspetti importanti.  Siamo soprattutto nel sud dell’India, dove le varie performance artistiche erano anche impregnate delle influenze greco-romane, egizio- siriane e potevano esibirsi ovunque ci fosse un luogo adatto all’aperto con delle persone pronte a godersi lo show. Non vi era bisogno di uno stage ma un porticato, una piazzola o un angolo di verde erano gia perfetti per ospitare gli artisti truccati e vestiti in stile. 

e’ quello che  ho vissuto in un angolo di India decorato con tappeti e strumenti tradizionali in uno stand del festival delle Dragon Boat che come ogni anno a maggio attira qualche migliaio di persone qui ad Hong Kong. danzare cosi all’aperto, in balia della spontaneita’ del tempo, essere pronta non appena un po di folla arriva, essere sempre disponibile all’obiettivo dei fotografi e dei passanti: un’ esperienza che ti arriva dritta nel centro del cuore. Dove la danza trova il suo significato piu bello, piu artistico e piu profondo. Dove diventi uno con chi e’ presente e resti li ferma nella gioia della danza.

Lezione su come scrivere Uno

In EDUCAZIONE, infanzia on Maggio 22, 2009 at 2:57 am

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Un giorno il maestro comincio’ ad insegnare come scrivere i numeri partendo dall’Uno, che e’ una linea dritta verticale. Tutti gli studenti scrissero alcune pagine di Uno nel quaderno per perfezionare la scrittura di questo segno. Uno dei bambini ne scrisse piu pagine e quando torno’ a casa continuo’ a scrivere fiumi di Uno senza fermarsi: ”Non ho imparato bene, devo ancora apprendere questa lezione”. Anche in classe continuava, mentre gli altri bambini andavano avanti e imparavano gli altri numeri. “Quando avro’ imparato bene allora potro’ andare avanti e scrivere gli altri numeri”. La maestra si preoccupo’  e penso’ che il bimbo non era normale. Anche i genitori si preoccuparono, erano ormai stanchi di vedere il figlio cosi impegnato a scrivere solo Uno: “Siamo stanchi di te, tutti bimbi stanno gia’ scrivendo tutti i numeri mentre tu sei ancora fermo alla pima lezione”. Il bimbo allora  non sopportando di vederli dispiaciuti si allontano’ da casa e ando’  a vivere di noci nel deserto. 

Dopo qualche tempo ritorno’ e ando’ a visitare la scuola dove incontro’ il maestro. “Gli disse: guarda se ho imparato a scrivere uno; posso scrivere qui sul muro?” E dopo averlo scritto il muro si separo’ in due parti.

(Hazrat Hinayat Khan)