robertasia

Archivio per Marzo 2008

Appena tornata dall’India

In Asia, ESPERIENZE, India, amicizia, famiglia, fotografia on Marzo 31, 2008 at 12:55 pm

Persone

In BEAUTY, ESPERIENZE, artisticamente, famiglia, poesia on Marzo 30, 2008 at 5:32 am

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Persone sono

l’incarnazione

dell’arcobaleno divino.

Persone qui e li

persone ovunque

persone su e giu

bianche e blu.

Persone che dicono cose

persone che profumano di rose

Ogni volta che incontro persone

sono parte

della loro

arte di vita

Il potere sta dentro e hai bisogno di una notte oscura di pioggia Indiana per realizzarlo

In poesia on Marzo 28, 2008 at 3:34 pm

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Hai mai danzato per un’ora intera sotto la pioggia incessante?

Hai mai ballato nell’oscurita al ritmo del dolak?

Hai mai visitato il Paradiso dove l’elettricita e’ andata via,

dove i lampi divini nel cielo formano vere e proprie collane di diamanti,

dove migliaia di angeli si muovono come in una spirale cantando e battendo le mani.

E tu sei sola davvero.

Non puoi vedere le facce delle persone intorno, sei nell’oscurita piu supenda che esista.

E non hai paura. Il potere di essere sola, bagnata dall’acqua.

Il potere di essere con tutti quanti gli altri ma ogni viso e’ uguale

Il potere sta dentro e ancora non lo hai realizzato. 

Perche gli esseri umani sono cosi maestosi?

In BEAUTY, artisticamente on Marzo 26, 2008 at 3:47 pm

Vi viene in mente qualche motivo?

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Un quadro a olio e una poesia collegati

In artisticamente, poesia on Marzo 16, 2008 at 4:45 pm

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Un quadro dentro lo spazio

e lo spazio in un quadro

Quando la luce si raccoglie

e penetra ogni secondo

Il tempo non esiste

Il tempo non si conta

e il tempo diventa la luce stessa

[dipinto, R. 2001 - versi, R. 2008]

La mia visione di viaggio

In ESPERIENZE, New York, evoluzione, famiglia, viaggio on Marzo 14, 2008 at 1:23 pm

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Il mio modo di viaggiare si spinge verso dimensioni che aspirano verso l’alto. E questo alto coincide con una essenza o una forza speciale che nulla smetterei di far crescere, per cui nulla smetterei di viaggiare. Alcune donne di generazioni passate hanno viaggiato per il gusto di conoscere se stesse e la loro madre interiore, associandola simbolicamente ad un serpente, una vera  e propria kundalini (in sanscrito = serpe arrotolata su se stessa) cosi come avevano fatto altre popolazioni native sia in America che in Europa ed in India.

Questi semi o frammenti di coscienza: come non coglierli? Non mi meraviglio se quando stavo a New York conservavo e contemplavo una cartolina del quadro di Nicholas Roerich “Madre del Mondo”, subito dopo avere scoperto di abitare a due passi dalla sua casa ora trasformata in museo delle sue meravigliose opere. Bastava guardarla per perdersi nella sua bellezza e mistero, il volto nascosto e il blu cosi profondo come l’universo intero, la luce intorno a lei sospesa su una montagna. Tutto era racchiuso in questo quadro. Ero andata a New York, non per studiare art-therapy o inglese, non per lavorare e poi andare a ballare con gli amici, non per comprare libri su libri e scoprire la citta e i dintorni, conoscere le sue persone e i suoi parchi. Non mi meraviglio se mi chiedevo continuamente dove potesse abitare veramente questa madre cosi speciale. Sentivo che era dentro di me ma non mi bastava, sognavo di poterla vedere coi miei occhi in carne ed ossa.

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C’era qualcosa che mi sfuggiva, che sapevo e non sapevo, che sentivo e volevo realizzare, capire con la mia testa.

Ma una voce dentro mi disse “non cercare qui, non cercare piu”, “fermati”. Quando arriva una semplice intuizione. Allora i giorni continuarono normali tra teatro, tirocinio, amici a Genova questa volta. Una citta nuova ed un viaggio nuovo. Nessun programma. Nuova gente, nuovo tessuto sociale e…la ricerca continuava in realta’ (in silenzio). Jung, questa volta mi catturava tra i suoi scritti e la sua visione della coscienza collettiva che risiede nel Cosmo. C’era un link tra lui e Roerich, era chiaro. Entrambi avevano vissuto un periodo in India e sviluppato una spiritualita’ cosi profonda. Anch’io volevo entrare in quel grado di profondita’, come era possibile. Nei libri non ho mai avuto tanta fiducia, potevano guidare ma non sentire come uno sente. Sono blocchi fatti di carta alla fine, non di cosmo ne’ di luce, ne’ di verita’…

Una nuova intuizione. Tu sei tu, nessuno ti conosce come ti conosci tu, siediti  e medita su te stessa, su quello che veramente sei e vuoi. Ricerca fai-da-te, durata un anno. Stupenda. Realizzi che non hai bisogno di niente e di nessuno, solo di cio’ che hai dentro, il desiderio puro, solo quello. Qualcosa che non si puo nominare ma che esiste. Gli psicologi quando stavo all’universita lo chiamavano se dai libri. Jung aveva fatto centro nel mio cuore, mi fidavo, questo cosmo non deve’essere poi tanto irraggiungibile, solo devo desiderarae con tutte le mie forze di connettermi con lui, con Mr Cosmo. Bene o male il mio pensiero. E allora via, a la naturelle, seduta a terra, gambe incrociate, palme in su sulle ginocchia, una candela  accesa da qualche parte nella stanza e un pensiero anzi una richiesta proiettata verso lo spazio intorno “Connettimi al Cosmo”. Tutti giorni: Connettimi al cosmo. Come una preghiera, un mantra fai-da-te. Si tutto okey. Il viaggio continuava, Genova bellissima, il mare, la spiaggia, il sole, i bambini e i medici con cui lavoravo, le varie roomates di passaggio, vari cambi di casa come al solito, la foto della Madre del mondo incollata sull’armadio tra i dipinti miei abituali di fiori e colori astratti.

Poi una sera entro in un salottino allestito li in un angolo del centro storico tra le calli strette che salgono e scendono aggrovigliando Genova nella sua artistica bellezza. E la foto della Madre e’ li, senza velo sulla testa questa volta.

Una buona viaggiatrice non ha programmi e non ha nessuna intenzione di arrivare [Laoze]

 

Amore profondo per il posto in cui sono nata

In Italia, geografia, infanzia on Marzo 10, 2008 at 2:03 pm

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Da sempre considerata come un isola magica e paradisiaca, esiste una canzone che la dipinge come “paradiso di gioventu” in dialetto napoletano. Perche Ischia si trova situata poco distante da Napoli completamente circondata dalle acque blu del Mar Mediterraneo. Inquinamento non inquinamento il colore di queste acque rimane invariato, forse hanno una benedizione intrinseca nella loro composizione. Ischia infatti e’ riconosciuta come anche paradiso termale, da est a ovest fioccano le sorgenti di acqua calda e minerale tanto decantate da millenni, da medici e visitatori per guarire e curare sia la pelle che gli organi interni. Ma in questo posto non manca nulla e ho sentito che Nirmala Devi, una personalita spirituale unica al mondo, quando e’ venuta a visitare l’isola nel 1991 ha commentato che i suoi abitanti dovevano avere molte punyas gia dalle loro vite passate. Come darle torto?

Nelle isole generalmente i problemi si riducono nella scala della loro grandezza ed essendo Ischia piccola (diametri 7 Km per 12 Km circa) di conseguenza anche gli inconvenienti sono decisamente ridotti  e non resta che goderne le virtu e esaltarle al massimo. E’ la mamma Ischia, per me era la madre globale, era facile pensarla in questo modo perche e’ un corpo ben definito, limitato dall’acqua in ogni parte e quindi logicamente e materialmente materna.

I lavoretti sulle “paure” per i bimbi non servono

In America, EDUCAZIONE, Hong Kong, Italia, infanzia on Marzo 9, 2008 at 3:45 pm

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Questo e’ uno dei tanti argomenti “trendy” dei nostri metodi educativi. Ho sentito qui ad HK alcune insegnanti che amano inserire “la paura” come tema principale tra tanti altri per organizzare una serie di lavori d’arte e di filmografia semplice. Ma questa tendenza e’ cominciata piu che altro in Europa ed in America e poi e’ stata esportata ad altri paesi. Eppure se chiedo a mio marito che ha studiato alle scuole elementari pubbliche cinesi che cos’e’ la paura ricevo una risposta basata sugli anni piu moderni e non su quelli infantili. Neanche io in Italia ho mai studiato “le paure” e potrei anche confermare che non sono una persona paurosa. Anzi con un livello di sicurezza interiore elevato come gia dimostrato in svariatissime circostanze (sin dai primi anni di vita :) )

Ma ritornando ai nostri bambini e alle nostre scuole nazionali ed internazionali siamo davvero sicuri che studiare la paura conduca i piccoli verso uno sviluppo solido della propria forza e stabilita interiore? La verita in fondo la sappiamo tutti, genitori, maestre, educatori e psicologi. Ormai in questi tempi attuali e’ sempre piu chiaro che la paura non esiste, le paure sono miti che vagheggiano sotto varie forme nella nostra mente e quello che stiamo facendo non e’ altro che trasmettere questi miti anche ai piu piccoli con il pretesto dell’educazione. 

Questo tipo di introspezione dovrebbe essere affrontato una volta per tutte durante la discussione dei metodi e degli obiettivi.

Inoltre il numero delle coppie di genitori stabilizzati e sicuri di se e’ in crescita continua e per loro mandare i bambini in una scuola dove le paure sono un argomento di discussione costante e reale sarebbe un po come mandarli a vivere una fiction. Si tratta anche di capire se i lavoretti educativi vogliono rispecchiare la realta oppure i miti, oppure entrambi e marcarne la differenza. Quest’ultima opzione aiuterebbe senz’altro i piccoli a sviluppare un forte senso di discriminazione e capacita di scelta sempre piu immediata tra cio che e’ sbagliato e cio che e’ giusto.

Altri post piu approfonditi sull’argomento verranno senz’altro trattati qui in Ghirlanda

photo poster – LC

7 motivi per cui evolvere funziona

In chakras, evoluzione on Marzo 8, 2008 at 7:02 am

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  • Perche avere la stessa attitudine verso le situazioni e le persone stanca. L’energia dentro scade, diventa marcia perche la stiamo utilizzando per meccanismi di essere&azione che sono grossomodo sempre gli stessi. Ma evolvere implica un rigenerarsi e progettarsi continuo di questa energia. 
  • Perche ascoltare la stessa musica e leggere i libri di tendenza a lungo andare fa diventare persone stagnanti che dicono le stesse cose che dicono tutti gli altri e non hanno nessuna originalita’. Evolvendo uno sviluppa quella discriminazione che lo guida a scegliere gli strumenti piu freschi e vitali per la propria formazione.
  • Perche seguire quello che ci dice la testa ed essere fieri di averlo fatto non e’ giusto. L’ego e’ una manifestazione dei pensieri della mente. Quando lo seguiamo diventiamo persone aride e problematiche, non abbiamo rispetto di chi e di cio che ci sta intorno.. Non seguiamo cio che siamo veramente. Evolvere e’ quando accettiamo costantemente che non siamo nessuno e umilmente con naturalezza abbandoniamo la nostra fronte sopra la terra su cui abitiamo.
  • Perche amministrare le nostre giornate basandoci su ritualismi e idee fasulle ci rende strani. Evolvere e’ un percorso naturale in cui non rivolgiamo attenzione alle abitudini ne’ agli estremismi durante i bisogni umani. Questi invece si succedono con armonia ed equilibrio, due fattori che avvertiamo fortemente dentro e a cui si collegano tutti gli eventi di ogni giornata.
  • Perche la storia lo ha dimostrato. In breve: dopo l’uomo primitivo viene l’uomo eretto, poi l’uomo sapiens, poi …
  • Perche l’uomo in generale non si accontenta mai delle conquiste raggiunte, vuole sempre di piu. Vuole estendere la propria conoscenza e il proprio se verso dimensioni nuove. Ha addirittura rischiato la propria vita, sacrificato la famiglia e soffocato la liberta in nome di principi assurdi oppure validi. L’evoluzione e’ questa stessa spinta ma la direzione e’ unica e indolore. Sicura e benevolente.
  • Perche non si vive una volta soltanto e della vita non sappiamo assolutamente niente.  I miti abitano la nostra testa e il nostro cuore. Evolvere aiuta a riconoscerlo e a ricominciare come nuove persone nate per la seconda volta.

Quando mi diverto ad intervistare

In America, meditazione on Marzo 6, 2008 at 4:22 pm

Questo video e’ di quando con Tatiana abbiamo fatto delle interviste di persone che hanno descritto gli effetti benefici personali di Sahaja Yoga. Alcuni ne hanno parlato in inglese, altri in francese, spagnolo e brasiliano. Abbiamo cercato di coinvolgere nei testimonials persone di tutte le eta’ dai 15 ai 50 anni piu o meno per potere dare un idea un po vasta di come la meditazione puo incidere positivamente a vari livelli. Sentite un po:  

Il sole illumina immensamente il cielo azzurro

In chakras, poesia on Marzo 5, 2008 at 2:52 pm

Ecco una foto scattata ieri mattina mentre in fila insieme a un centinaio di persone per salire sul bus.

Il cielo ricomincia ad essere terso e limpido, pulito, fresco, il piacere assoluto per gli occhi! :)

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Campeggi di meditazione

In Italia, evoluzione, meditazione, mondo on Marzo 2, 2008 at 3:50 pm
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Sono un’esperienza piu unica che rara. Durante un camepeggio del genere c’e’ solo spazio per gioire e divertirsi, cucinare, ballare, cantare, partecipare a programmi culturali e allestire shops vari. La foto sopra l’ho scattata a Cabella Ligure durante il Mega campeggio dedicato all’evento del Guru Puja, che serve a portare l’attenzione generale sulle qualita’ intrinsiche degli esseri umani che fanno prevalere il principio del guru, del maestro. Questo e’ solo un esempio perche di campeggi meditativi organizzati da Sahaja Yoga ce ne sono in tutte le salse e in tutto il mondo. Potrete incontrare persone di qualunque genere e che magari condividono degli interessi con voi e allora allargare la cerchia di amici e contatti e cominciare ad estendersi, ad estendere il proprio amore e lo slancio a crescere verso altre parti del mondo. Considerando la velocita con cui ora scorre il mondo questi eventi non sono altro che un lubrificante per agevolare la propria crescita. Io aggiungerei che sono un must. Se facessimo uno studio in cui vengono messe a confronto le vite di due signori ottantenni nel lontano 2030, di cui uno ha partecipati ai campeggi di meditazione almeno una o due volte l’anno, l’altro no. Sicuramente quello che avra partecipato:

  • avra la pelle piu liscia e e gli occhi brillanti
  • avra una mente piu svelta e funzionante
  • sembrera piu giovane di una ventina anni
  • godra di una situazione familiare ed economica stabile e sicura
  • sapra discutere e trovare la soluzione a mille problemi
  • sprizzera amore e solidarieta da tutti i pori

 

Bizzarra comunicazione tra vivi e morti (in cui ero viva)

In Asia, ESPERIENZE, Hong Kong, eventi, famiglia on Marzo 1, 2008 at 2:47 pm

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Eccomi fresca di un esperienza funeraria piena di colori, fumo, cibo e danze. Ho chiesto qualche spiegazione e mi hanno detto “Dao”. Basicamente moltissimi cinesi credono che il nostro mondo sia popolato anche di spiriti e ogni sera e’ possibile vedere sui marciapiedi di Hong Kong le signore e i piu giovani “lavorare” intorno ad una fornace portatile di metallo nella quale viene acceso un bel fuoco al quale poi piano piano vengono offerti dei pezzettini di carta che quindi si bruciano. Ho chiesto a mio marito cosa sono quei foglietti e mi ha detto che all’interno ci sono iscritti dei versi  … Queste performances intorno al fuoco non sono altro che un tentativo di comunicare o di trattare con una spiritualita’ che non vediamo ma che sentiamo esiste  intorno a noi: e’ la mia considerazione su questo aspetto della Cina.

Ritornando poi alla cerimonia funeraria Dao e’ una mistura quasi interminabile di danza, recitazione drammatica e musica. Una piccola orchestra sgangherata ti puo spaccare i timpani, se mi capita la prossima volta portero’ i tamponi per le orecchie di sicuro! Vi sono un paio di flauti primordiali che suonano la stessa identica melodia per tutto il tempo, dei piatti e dei tamburi minuscoli tipo giocattoli. I versi monotoni vengono cantati da circa sei / sette uomini vestiti con mantelle di raso gialle, rosse sui cui vengono anche raffigurati alcuni caratteri o animali simbolici come la gru, l’uccello bianco simbolo di longevita’. Tutti i partecipanti dell’orchestrina e gli attori sono rigorosamente uomini. Uno di loro ricopre un ruolo centrale e all’inizio danza intorno ad un fuocherello con una mazza di legno din mano sulla quale verranno conficcati dei quadrati di carta che dopo essere bruciati nel fuoco verranno lanciati in aria tra i salti del danzatori che cerchera’ di schivare una pioggia di fuochi. Questo viene ripetuto diverse volte ed intanto in maniera circolare gli altri attori camminano e poi corrono intrecciandosi e suonando gli strumenti giocattolo molto velocemente. Non solo, di questa coreografia fara’ parte anche il parente maschio piu stretto della persona morta, ad esempio il figlio che, completamente vestito di bianco, cammina in circolo trasportando sulle spalle un paio di lanterne ed una casetta di cartapesta fatte a mano.  

Gli oggetti di cartapesta costituscono la scenografia principale: palazzi, automobili, tavoli, persone a misura naturale, insomma tutti gli oggetti piu importanti che hanno accompagnato la vita della persona a cui viene dedicata tutta la cerimonia. Vi e’ un punto della drammatizzazione in cui vengono portati due grandi ponti di cartapesta al centro della stanza. Ora questi ponti rappresentano la vita terrena e la vita nell’aldila. La coreografia che li caratterizza sarebbe uno dei momenti piu importanti perche vuole significare il momento in cui l’anima del defunto viene accompagnata da un mondo all’altro. Infatti un grande manichino di cartapesta viene fatto camminare sui ponti accompagnato anche dalle donne della famiglia. Tutta questo spettacolo sembra non finire mai nonostante i brevissimi momenti di interruzione-pausa che sono pochi e in cui quasi tutti escono dalla stanza che e’ piccola e senza finestre, completamente immersa nel fumo dei fuocherelli e delle grandi stecche di incenso perennemente acceso! Ad un certo punto ho cominciato a lacrimare, avevo incredibilmnete voglia di un ventaglio, qualcosa che mi soffiasse un po di aria sulla faccia, mi e’ venuto in mente che stavo assistendo a qualcosa forse completamente privo di significato, in un ambiente scomodo e ristretto. La neonata nelle braccia della signora di fronte a me ha cominciato a piangere forte e mi sono chiesta se quello era il posto giusto per una bimba cosi piccola.

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 In un lato della stanza dietro una tenda un altro fuoco dove continuamente un gruppo di familiari andava a bruciare dei cilindri di carta continumente fabbricati a mano al momento dalla maggiorparte delle persone, grandi e piccoli. I bambini si divertivano a modellare questi origami e li raggruppavano in enormi buste di cartone mentre tutta la performance continuava. L’attenzione del pubblico era principalmente rivolta a questi fogliettini e al cibo anche. In un altro angolo un tavolo ricoperto di torte, caramelle,  frutta secca e bevande per accontentare anche lo stomaco in queste tre o quattro ore.

Tutti erano molto tranquilli, sorridevano, chiacchieravano, mangiavano, seguivano  la cerimonia di danza a spezzoni senza dargli troppa importanza, ma la musica stonata e i fumi inondavano la stanza senza fermarsi. Mi e’ persino sembrato di star partecipando ad un bizzarro pic-nic. Bizzarra Hong Kong e bizzarro mondo dove la vita e la morte coesistono senza nessun tipo di problema.